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I cittadini europei sono favorevoli al fatto che ciascuno possa circolare liberamente da un paese all'altro dell'Unione europea ma, al tempo stesso, desiderano vivere sicuri.
La libertà di movimento su tutto il territorio dell'Unione europea, limitata ai lavoratori dipendenti nei primi anni del "mercato comune", è generalizzata dal 1993. Studenti, lavoratori indipendenti, turisti, pensionati - ogni europeo gode oggi di questo diritto. Decine e decine di milioni di uomini e di donne lo hanno già esercitato e milioni di altri si preparano a farlo. L'Europa dei cittadini si è così sovrapposta all'Europa dei lavoratori.
Estendendo la cooperazione tra i Quindici ai settori della giustizia e della polizia, il Trattato di Maastricht traeva le conseguenze logiche di quest'apertura. La nuova libertà di movimento accordata ai cittadini non doveva lasciare allo stesso tempo campo libero ai criminali o ai trafficanti di droga, senza parlare dei frodatori di ogni genere o anche delle filiere dell'immigrazione clandestina. Ma i mezzi dati all'Europa per garantire simultaneamente la libertà di circolazione, i controlli alle frontiere esterne e la lotta contro la criminalità erano ancora troppo limitati. Ciò dipende dall'aver adottato, senza distinzioni, per tutti questi temi il metodo intergovernativo.
Ecco perché il nuovo Trattato prevede la soppressione degli ultimi ostacoli alla libera circolazione e rafforza gli strumenti messi a disposizione per la sicurezza.
Giustizia e affari interni: nuove responsabilità per la Comunità
Gran parte delle iniziative di cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni sono ormai soggette alle norme comunitarie: partecipazione di tutte le istituzioni, controllo della legalità da parte della Corte di giustizia europea e impiego di strumenti giuridici efficaci.
Rientrano in questo settore: la politica dei visti, le condizioni di rilascio agli immigranti dei permessi di soggiorno, le procedure di asilo e anche le norme della cooperazione giudiziaria in materia civile.
Al fine di garantire la creazione graduale di uno "spazio di libertà, di sicurezza e di giustizia" all'interno della Comunità è previsto un periodo di cinque anni, a partire dall'entrata in vigore del trattato, durante il quale il Consiglio deciderà all'unanimità.
Trascorso tale periodo, le procedure comunitarie di decisione potranno essere applicate.
La cooperazione (diretta o tramite Europol) tra le forze di polizia e le altre autorità competenti in materia penale resterà, invece, di tipo intergovernativo. Lo stesso varrà per la cooperazione giudiziaria penale e per i principali obiettivi della cooperazione tra i quindici: terrorismo, crimine organizzato, crimini contro le persone e i bambini, il traffico di droga e di armi, la frode e la corruzione internazionali.
Gli strumenti di tale cooperazione verranno tuttavia migliorati al fine di renderla più efficace.
L'Unione incorpora Schengen
La soppressione dei controlli di frontiera sulle strade e negli aeroporti è ormai di routine per coloro che viaggiano da un paese all'altro all'interno dello "spazio Schengen".
Va però ricordato che l'iniziativa è nata al di fuori del quadro comunitario, grazie ad un accordo concluso da Germania, Francia e dai paesi del Benelux e sfociato, nel 1990, nella "Convenzione di Schengen". Sono state così elaborate numerose norme comuni in materia di visti, diritto di asilo, controllo alle frontiere esterne, cooperazione tra forze di polizia e dogane per far sì che la libera circolazione delle persone all'interno dello spazio Schengen non turbi l'ordine pubblico. Tutti i paesi dell'Unione si sono uniti, l'uno dopo l'altro, ai primi "pionieri", ad eccezione del Regno Unito, che intende continuare ad esercitare un controllo su tutte le persone che entrano nel suo territorio, e dell'Irlanda. Oltre ai Quindici, la Convenzione di Schengen sarà applicata anche dalla Norvegia e dall'Islanda per far sì che non emerga alcuna nuova frontiera tra i paesi nordici, siano essi membri dell'Unione o no.
Il Trattato di Amsterdam integra il sistema di Schengen nel quadro istituzionale dell'Unione. Applicando il sistema della "cooperazione rafforzata" i tredici Stati coinvolti proseguono la loro cooperazione all'interno dell'ordinamento istituito dal nuovo Trattato.
Quest'ultimo mette così fine alle contraddizioni derivanti dall'esistenza di due sistemi separati, permettendo di distinguere a seconda dei criteri giuridici pertinenti, quali sono i problemi relativi alla "cooperazione rafforzata". Il Regno Unito e l'Irlanda potranno partecipare alla struttura d'insieme pur continuando ad esercitare controlli su tutti i viaggiatori che entrano sul loro territorio. Un regime speciale è previsto per la Danimarca.
Per concludere, l'obiettivo della libera circolazione delle persone, già presente nei testi giuridici da dieci anni, potrà finalmente essere realizzato. I cittadini europei disporranno così non solo della garanzia di un controllo democratico ma anche della possibilità di efficaci ricorsi giudiziari qualora i loro diritti siano messi in discussione.
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