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Istituzioni efficienti per un'Europa ampliata

 

L'Unione europea conta ormai quindici membri, ma continua a funzionare secondo le stesse regole ideate quarant'anni orsono per l'Europa a Sei. I problemi attuali non faranno che aggravarsi se l'Unione continua ad ampliarsi senza che le strutture istituzionali vengano adeguate e il loro funzionamento migliorato.

Sul piano pratico l'aumento del numero di Stati membri accentuerà la difficoltà di lavorare insieme: lingue più numerose, riunioni più lunghe, costituiscono altrettanti problemi che occorrerà risolvere a tempo debito.

Per il momento si tratta di creare istituzioni efficienti e legittime, da un lato per preparare l'ampliamento - soprattutto verso i paesi dell'Europa centrorientale che premono alle porte dell'Unione, - e dall'altro per dare all'Unione gli strumenti necessari ad assolvere meglio le responsabilità ad essa conferite dal Trattato di Maastricht.

Atti legislativi: il Parlamento e il Consiglio "decideranno congiuntamente"

Il Trattato di Maastricht aveva conferito al Parlamento un potere di codecisione, condiviso con il Consiglio, in un numero limitato di settori (ricerca, sanità, cultura...). In molte altre materie, il trattato di Maastricht aveva lasciato l'ultima parola al Consiglio, pur aumentando considerevolmente il potere del Parlamento, che poteva sia modificare i progetti legislativi del Consiglio (la cosiddetta procedura di cooperazione) sia rifiutare di esprimere un "parere conforme" sulle decisioni del Consiglio in alcuni settori specifici (diritto di soggiorno, fondi strutturali e di coesione, trattati di adesione ...).

Il Trattato di Amsterdam aumenta considerevolmente la responsabilità del Parlamento, facendo della procedura di codecisione una regola di applicazione quasi generale. La procedura di cooperazione verrà applicata solo nel quadro dell'unione economica e monetaria. Il "parere conforme" sarà richiesto solo in casi quali: le sanzioni che il Consiglio può infliggere a uno Stato membro in caso di violazione grave e persistente dei diritti fondamentali, le domande di adesione, alcuni grandi accordi internazionali e l'adozione di una procedura uniforme per l'elezione dei membri del Parlamento.

Al Consiglio, decisioni più frequenti alla maggioranza qualificata

Da una decina di anni é stato progressivamente esteso il campo delle decisioni per le quali é sufficiente la maggioranza qualificata dei voti. Il Consiglio segue ampiamente il principio del consenso ma quando procede a votazioni ciò non provoca tensioni rilevanti.

In previsione del prossimo ampliamento, il Trattato di Amsterdam estende le decisioni che possono essere adottate alla maggioranza qualificata a nuovi campi. L'unanimità resta la norma per le questioni di natura costituzionale e per un nocciolo duro di problemi particolarmente delicati come le questioni fiscali.

Rafforzamento della figura del Presidente della Commissione

Il prossimo Presidente (o Presidentessa) della Commissione sarà designato, come l'attuale, dai capi di Stato e di governo, ma la sua nomina diventerà effettiva solo dopo che il Parlamento europeo aurá dato il proprio consenso. Una volta confermato, il nuovo Presidente sceglierà, di comune d'accordo con i governi, gli altri componenti del gruppo da presentare al Parlamento per l'investitura.

Rapporti più stretti con i Parlamenti nazionali

Il Trattato di Amsterdam incoraggia una maggiore partecipazione dei parlamenti nazionali alle politiche dell'Unione. Affinché possano discuterne fin dall'inizio con i loro rispettivi governi, le proposte legislative presentate dalla Commissione al Parlamento e al Consiglio non saranno inserite all'ordine del giorno di quest'ultimo prima di sei settimane. Ormai tutti i parlamenti nazionali hanno le proprie commissioni per le politiche comunitarie, le quali organizzano regolarmente conferenze comuni con parlamentari europei e trasmettono le loro raccomandazioni alle istituzioni europee.

Certi gruppi di Stati potranno procedere più rapidamente e andare più lontano degli altri

Le diversità tra Stati membri - già notevoli con quindici paesi - aumenteranno con i prossimi ampliamenti della Comunità.. E' molto probabile che non tutti i paesi possano, o vogliano, procedere allo stesso ritmo in tutti i settori. Il Trattato di Amsterdam rende possibili le "cooperazioni rafforzate" e circonda questa nuova flessibilità con una serie di barriere e garanzie destinate a preservare gli obiettivi e le conquiste della Comunità e ad evitare che il gruppo di testa diventi irraggiungibile per i ritardatari.

Il "peso" degli stati membri nelle Istituzioni sarà modificato al momento delle future adesioni

La Commissione comprenderà un cittadino di ciascuno Stato membro. I "grandi paesi" rinunceranno infatti al "loro" secondo commissario. Parallelamente, il peso degli Stati in seno al Consiglio sarà riequilibrato al fine di garantire che una decisione presa alla maggioranza qualificata degli Stati corrisponda, al contempo, a una percentuale sufficiente della popolazione dell'Unione. Ciò sarà possibile grazie a un sistema a doppia maggioranza - Stati e popolazione - oppure ricalcolando i voti di ogni Stato in funzione della sua popolazione. Il numero di deputati europei non eccederà 700.

1997

Popolazione (x 1000)

Voti al Consiglio

Seggi al Parlamento

Membri della Commissione

D

81 661

10

99

2

UK

58 606

10

87

2

FR

58 198

10

87

2

I

57 301

10

87

2

E

39 210

8

64

2

NL

15 459

5

31

1

GR

10 454

5

25

1

B

10 137

5

25

1

P

9 917

5

25

1

S

8 827

4

22

1

A

8 047

4

21

1

DK

5 228

3

16

1

FIN

5 108

3

16

1

IRL

3 598

3

15

1

L

410

2

6

1

TOTALE

372 099

87

626

20

maggioranza qualificata : 62 / maggioranza : 314

Dalla caduta del muro di Berlino all'Europa del prossimo secolo

Alla fine del 1997 si avranno i primi passi decisivi sulla via dell'ampliamento verso l'Est. L'Unione europea si è infatti impegnata ad avviare formalmente le discussioni con i paesi candidati dell'Europa centrorientale (Ungheria, Polonia, Romania, Slovacchia, Lettonia, Estonia, Lituania, Bulgaria, Republica di Ceca, Slovenia) e con Cipro, sei mesi dopo la conclusione della Conferenza intergovernativa che ha elaborato il Trattato di Amsterdam.

È lecito ritenere che i negoziati saranno relativamente lunghi. Alla loro conclusione i diversi trattati di adesione saranno soggetti alla ratifica di tutte le parti e all'inizio del prossimo decennio potrà aver luogo l'ingresso effettivo dei nuovi Stati membri. Le condizioni cui devono soddisfare gli Stati candidati sono già state enunciate nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen del giugno 1993: avere istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, la preminenza del diritto, i diritti dell'uomo, il rispetto e la protezione delle minoranze; disporre di un'economia di mercato dinamica che possa far fronte alla concorrenza dell'Unione; essere in grado di sottoscrivere agli obiettivi dell'Unione.

L'ampliamento rappresenta un passo fondamentale nell'organizzazione di un'Europa riconciliata, pacifica e democratica. Il conseguimento di questo obiettivo storico si è prospettato concretamente per la prima volta nel novembre del 1989,allorché la caduta del muro di Berlino segnò la fine della cortina di ferro e della guerra fredda, aprendo così la strada alla riunificazione tedesca e ad elezioni libere e democratiche in tutti i paesi dell'Europa centrorientale.

L'Unione europea contava, all'epoca, dodici Stati membri e si trovava impegnata nell'attuazione, per la fine del 1992, di un mercato unico che avrebbe consentito la piena e libera circolazione delle persone, dei servizi, dei beni e dei capitali. L'Unione ha immediatamente apportato il proprio sostegno alle nuove democrazie dell'Est, stipulando una serie di accordi di associazione che progressivamente hanno portato alla liberalizzazione degli scambi tra l'Europa occidentale e l'Europa centrorientale. Al tempo stesso sono stati concessi rilevanti incentivi finanziari (in particolare il programma "PHARE") per facilitare la transizione dall'economia centralizzata all'economia di mercato. Nel 1995 è stato pubblicato un "libro bianco" nel quale figurava l'elenco delle iniziative legislative e regolamentari che i paesi candidati avrebbero dovuto intraprendere in fatto di politica economica al fine di preparare la loro futura adesione.

Con l'ingresso dei paesi dell'Europa centrorientale, l'Unione europea registrerà il quinto ampliamento. Nel 1973 il Regno Unito, l'Irlanda e la Danimarca furono i primi paesi ad aderire alla Comunità fondata dalla Germania, dalla Francia, dall'Italia e dai tre paesi del Benelux. Agli inizi degli anni '80 si è avuto l'ampliamento verso il Sud: Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986). Nel 1995 è stata la volta della Svezia, della Finlandia e dell'Austria. Qualsiasi Stato europeo può chiedere di aderire alla Comunità.

La porta resta aperta.


Trattato di Amsterdam : 15 mesi di discussioni.
La Conferenza intergovernativa è stata aperta il 29 marzo 1996 a Torino. I rappresentanti personali dei Ministri degli Esteri si sono incontrati con Marcelino Oreja, membro della Commissione Europea, 40 volte per preparare i dibatti ministeriali.

 

 

 

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