Il presente documento è stato elaborato dal Consiglio nazionale
degli utenti dopo il seminario di Napoli del novembre 2001 e dopo una
serie di audizioni che lo stesso CNU ha tenuto con gli operatori del
settore.
Tale documento indica alcune linee guida che, secondo il CNU,
potrebbero essere la base per la definizione di una carta dei diritti
dei bambini in internet .
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Per una carta dei diritti dei bambini e dei ragazzi in rete
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1 – I ragazzi di fronte ad internet
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1.1. I ragazzi di oggi sono nati e vivono immersi nel digitale. La
dimensione mediatica della vita non viene più appresa, perché è
contestuale alla stessa esistenza.
Internet rappresenta la sintesi dei mezzi di comunicazione di
massa, offrendo ai giovani utenti l'opportunità attiva di interagire
in un ambito dove il tempo ed il luogo non rispondono più alla comune
esperienza diacronica, ma sono espressione della ubiquità e della
sincronia. La novità è costituita dalla partecipazione attiva
dell’utente con un mezzo, che non costituisce più uno strumento, ma
può diventare esso stesso un fine.
La presenza di internet nella vita quotidiana fa sì che si finisca
con il valere, attraverso la rete in ragione dei ruoli e dei saperi e
non delle condizioni personali.
1.2. La rete, offrendo ai ragazzi una gran mole di informazioni che
aprono alla conoscenza di una realtà virtuale senza confini, stimola
la capacità di organizzarsi nella ricerca, genera nuove forme di
relazione interpersonale, promuove la multiculturalità, favorisce
l'apprendimento delle lingue, sia pure con un uso spesso ristretto a
poche parole appartenenti ad una terminologia convenzionale, che può
mortificare il buon uso dei lessici nazionali.
1.3. Da parte loro i ragazzi, meno condizionati dagli stereotipi
propri del mondo degli adulti, possono offrire ai loro coetanei,
attraverso la rete, pari e complementari opportunità di arricchimento.
Nonostante ciò, sulla rete esiste una forte disuguaglianza, che
riguarda in special modo i bambini ed i ragazzi. Difatti l'accesso ad
internet è attualmente elitario e può generare situazioni anche
marcate di discriminazione o, come oggi si dice, di "digital divide":
non tanto perché in Italia sono ancora relativamente pochi, rispetto
alla platea complessiva degli utenti di internet, i giovanissimi che
accedono alla rete, ma perché in questo campo è molto esteso
l'analfabetismo informatico delle famiglie e la scuola è ancora
inadeguata.
1. 4. Internet deve essere considerato nella più vasta rete dei
sistemi comunicativi ed in relazione ad essi. La televisione, la
telefonia fissa e portatile, la trasmissione di immagini, i sistemi di
registrazione se interconnessi esaltano le potenzialità della rete e
vedono esaltate dalla rete le proprie. Ogni questione relativa ad
internet non può, quindi, prescindere dal considerare la complessità
comunicativa di cui internet è parte.
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2 – Il contesto educativo e formativo: aspetti
psicologici e pedagogici
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2. 1. Le straordinarie opportunità offerte dalla rete possono
essere potenziate con l’aiuto degli adulti, il cui impegno dovrà
tenere conto dei molteplici interessi che portano i ragazzi dinanzi
allo schermo di internet. Impedire ad essi l’accesso alla rete
significherebbe mortificarli ed allontanarli dall’uso dell’elaboratore
nell’ambiente domestico, mentre non diminuirebbe la loro curiosità,
che verrebbe soddisfatta altrimenti con maggiori rischi e minori
benefici.
L’uso di internet si inserisce nel contesto di vita abituale dei
ragazzi, ma la socializzazione e la formazione attraverso la rete,
talvolta dispersiva e spesso illusoria, non può sostituire quella
reale nella famiglia, nella scuola, nelle associazioni e nelle
comunità di appartenenza. L’uso appropriato della rete deve aprire a
nuove conoscenze e non portare all’isolamento.
2. 2. La scuola, oggi, ha anche il compito di fornire le necessarie
conoscenze informatiche, giacché una diffusa alfabetizzazione
informatica sembra condizionare conoscenze e sviluppo, e deve
utilizzare internet come nuovo e versatile strumento didattico e
formativo. Ciò implica che alla formazione di una abilità tecnica si
unisca, in conformità ai compiti propri della scuola, la educazione
alla comunicazione quale strumento per sviluppare le capacità critiche
ed accrescere le responsabilità nelle scelte.
La scuola, inoltre, può offrire ai ragazzi molte occasioni di
libera espressione in un ambiente protetto, per sua vocazione
formativo e socializzante, nel quale i giovani possono essere aiutati
a divenire più sicuri e critici nell'interazione con la rete.
Sono, quindi, opportuni percorsi didattici che consentano
l’acquisizione delle abilità tecniche relative all'uso del mezzo e
delle competenze necessarie per la valutazione ed il governo dei
contenuti.
2. 3. La situazione dei giovani dinanzi ad internet non è la
medesima per ogni fascia di età e per ogni condizione psicoemotiva.
L’età puberale, che presenta tipiche esperienze di prima
contestazione della famiglia dentro e fuori il gruppo dei pari, e
quella della prima adolescenza, che pone domande sempre più urgenti
sulla propria identità e percorre esperienze sempre meno controllabili
dalla famiglia, sono più soggette dell’infanzia a rischi che internet
può presentare.
Queste fasce di età sono divenute, da qualche tempo, fonte non
trascurabile di spesa ed oggetto di grande attenzione da parte del
mercato, anche virtuale ed illegale; mentre invece, per quanto
riguarda le relazioni con internet, si registra una grande carenza di
attenzione, che deve essere colmata da parte degli ambienti formativi
e della scuola in particolare, attraverso l’educazione a scelte
ragionate, consapevoli e responsabili.
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3 – Orientamenti per una carta dei diritti dei bambini e dei
ragazzi in rete
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3. 1. I bambini ed i ragazzi, in quanto persone e cittadini, sono
titolari di diritti e devono essere posti in condizione di esercitare
effettivamente quelli fondamentali, che ad essi sono specificamente
riconosciuti dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali che
li riguardano (in particolare della Convenzione sui diritti
dell’infanzia, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite
il 20 novembre 1989). Questi diritti riguardano anche l’ambito della
formazione, dell’informazione e della libertà di espressione.
La libertà dei fanciulli di ricercare, di ricevere e di divulgare
informazioni ed idee indipendentemente dalle frontiere, sotto forma
orale, scritta, stampata o artistica e con ogni altro mezzo (art. 13
della Convenzione sui diritti dell’infanzia), comprende l’uso di
internet. Come pure riguarda l’uso della rete la possibilità, che deve
essere garantita al fanciullo, di accedere ad informazioni e materiali
provenienti da fonti nazionali e internazionali, finalizzate a
promuovere il suo benessere sociale, spirituale e morale, la salute
fisica e mentale (art. 17 della stessa Convenzione).
Il diritto dei bambini ad esprimere liberamente la propria
opinione, in particolare sulle questioni che li riguardano,
riaffermato dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
(art. 24), si esercita anche con l’uso della rete.
L’effettivo godimento di questi diritti richiede l’impegno
convergente ed una azione comune delle famiglie, della scuola, delle
associazioni, delle istituzioni, nella consapevolezza della priorità
dei diritti dei minori in concorrenza con altri diritti.
3. 2. I ragazzi e i bambini hanno diritto di conoscere il mondo
conformemente ai livelli cognitivi propri della loro età, nelle
diverse fasi della crescita, e devono avere la possibilità di farlo
utilizzando le grandi potenzialità offerte da internet, che non è
solamente uno strumento di gioco, ma anche di ricerca, di conoscenza,
di scambio, di relazioni interpersonali, di crescita culturale.
L’accesso ad internet e l’uso della rete vanno dunque assicurati e
garantiti.
Anche attraverso internet, che allarga le possibilità di
espressione, i bambini e i ragazzi vanno sostenuti nella loro ricerca
di una consapevolezza attiva della propria e comune cittadinanza. Essi
hanno il diritto-dovere di partecipare, anche attraverso la rete ed in
rapporto alla loro età e maturità, alle relazioni tra generazioni,
comunità e popoli, culture e religioni.
Ai ragazzi va garantita la sicurezza nella navigazione in rete,
negli scambi di corrispondenza ("e-mail") e negli spazi di
conversazione ("chat") e nell’ uso dei videogiochi in rete, alcuni dei
quali caratterizzati da elementi di violenza e messaggi eticamente non
accettabili. Per i ragazzi che accedono alla rete devono essere
disponibili strumenti di protezione e di identificazione ("white
list", "black list", "garden", "kid-net", filtri, settaggio dei
programmi di navigazione, progetti di "chat" con moderatore) che, pur
senza dare garanzie assolute, offrano affidabili livelli di tutela,
certificati da enti indipendenti. Tali strumenti devono essere forniti
unitamente ai programmi e comunque ne deve essere reso possibile
l’acquisto a prezzo accessibile.
I bambini ed i ragazzi vanno educati ad un uso appropriato della
rete, che accresca e non limiti le loro abilità intellettive, le
capacità e potenzialità espressive, la vita di relazione. I genitori
vanno informati dei rischi nei quali i minori possono incorrere nel
caso di un uso della rete non controllato e/o non filtrato e delle
possibilità di annullare ed eludere gli strumenti di protezione.
L’uso della rete non deve condurre ad una visione virtuale del
mondo e non deve favorire dipendenza e solitudine. Al contrario,
inserito in modo equilibrato in un contesto armonioso di vita e di
socializzazione, l’uso di internet deve costituire uno strumento di
aggregazione e di comunicazione che superi barriere spaziali e diventi
esso stesso occasione di conoscenza e di socializzazione.
3. 3. Nella famiglia, comunità naturale di vita, di educazione e di
crescita dei minori, questi devono trovare aiuto e guida anche nelle
esperienze di uso consapevole e critico di internet. Ai genitori,
quando siano privi di una specifica preparazione deve essere offerto
un sostegno per l’adempimento del loro compito di educare i bambini ed
i ragazzi e di salvaguardarli da possibili rischi.
Ciò può richiedere la diffusione degli strumenti e delle
informazioni ed un sistema di agevolazioni economiche e tariffarie per
l’accesso ad internet da parte delle famiglie, la predisposizione di
filtri, di siti specificamente dedicati ai minori, di percorsi
garantiti.
Misure speciali di sostegno devono essere offerte ai portatori di
handicap, per i quali sia possibile, con strumenti e siti appropriati,
l’accesso alla rete e la navigazione in essa.
3. 4. La scuola può concorrere al superamento delle disparità di
condizioni personali. Nell’adempiere alla sua funzione educativa, deve
operare per superare l’attuale situazione nella quale la rete è
accessibile soltanto da una minoranza, di fatto privilegiata.
L’istruzione all’uso di internet, quale strumento ordinario di
ricerca, e l’uso della rete per finalità formative e didattiche
consentono di ridurre l’incidenza, sino a rimuoverli, di questi
ostacoli che di fatto limitano l’eguaglianza dei bambini e dei
ragazzi, senza distinzione di condizioni economiche e sociali.
A tutti gli studenti deve essere assicurata la possibilità di
adeguato apprendimento, anche per conseguire la prevista "patente
europea". Oltre alle abilità nell’utilizzo del mezzo va assicurata ai
ragazzi l’educazione alla comunicazione ed all’uso critico di questo,
così da evitare che l’acquisizione e la sempre maggiore conoscenza
tecnica vengano utilizzate in forma tale da poter arrecare danni al
loro sviluppo psichico e morale.
La scuola può, inoltre, offrire ai bambini ed ai ragazzi la
possibilità di un uso libero e collettivo di internet in un ambiente
educativo sicuro ed affidabile. In questo impegno, che va oltre
l’ordinaria attività didattica e formativa, la scuola va sostenuta ed
incoraggiata. Non si può, infatti, trascurare che, in Europa, l’Italia
è all’ultimo posto per la diffusione di internet nella scuola.
3. 5. Le associazioni e gli altri abituali luoghi di vita sociale
dei minori possono concorrere, meritando il sostegno pubblico, allo
sviluppo dell’uso di internet da parte dei giovani, in un ambiente
affidabile e nel contesto delle comuni attività ricreative e
formative.
La creazione di "internet meeting point", organizzati come centri
d'incontro e di socializzazione intorno ad internet in ambito
associativo, può stimolare un uso congiunto, comune e più critico
dello strumento e consentire di fare esperienza di internet in modo
non individuale ma socializzato.
Tra le necessarie agevolazioni è da prevedere una riduzione del
costo dei collegamenti telefonici alla rete, che in Italia è
attualmente tra i più onerosi d’Europa.
3. 6. Gli operatori e fornitori di servizi in rete hanno uno
specifico ruolo nel sistema internet e possono attivamente concorrere
ad assicurare e sviluppare una navigazione orientata ai bambini ed ai
ragazzi, nei cui confronti devono avvertire una particolare
responsabilità.
La carenza di norme, nazionali o internazionali, autoritativamente
imposte non esclude, ma anzi presuppone il rispetto di regole di
comportamento dirette a salvaguardare diritti e valori fondamentali.
Codici di autoregolamentazione, promossi approvati o verificati anche
da organismi indipendenti o che rappresentano gli interessi dei
bambini e dei ragazzi, particolarmente orientati a sviluppare
l’accesso ed a garantire la salvaguardia dei minori, devono esprimere
adeguate regole condivise e vincolanti, il cui rispetto sia presidiato
da un efficace sistema di sanzioni. L’autorità che assegna i nomi a
dominio, assistita da una apposita commissione imparziale di garanzia,
deve essere in grado di sospendere con immediatezza la utilizzazione
di un sito, in attesa delle ulteriori determinazioni, quando si
manifestino gravi e palesi violazioni di regole nell’uso o nei
contenuti.
I responsabili di ciascun sito, anche in domini di secondo e
successivi livelli, devono essere identificabili.
I providers devono assolvere l’onere di fornire percorsi garantiti
per i minori, utilizzando gli strumenti tecnici disponibili (quali
filtri, segnalazione della presenza in rete di un minore, "black" e
"white list", "spazzolatura" ed altri sistemi di vigilanza
elettronica) e rendendone noto il livello di efficacia.
Per promuovere la sicurezza, è opportuno che essi conservino, nei
limiti temporali indispensabili per le necessarie verifiche, traccia
dei contatti e dei contenuti, assicurando la riservatezza dei dati, e
segnalino con immediatezza alle autorità competenti i siti che
manifestino contenuti illeciti.
I providers che forniscono contenuti, oltre ad iscriversi, nel
Registro degli operatori della comunicazione (istituito dalla legge 31
luglio 1997 n. 249 e regolamentato dall’Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni con delibera del 30 maggio 2001), devono assumere
l’onere di classificare i contenuti in relazione alle esigenze dei
ragazzi e degli adolescenti e di rendere possibilmente disponibili
siti o portali specificamente dedicati ai minori.
3. 7. L’azione dello Stato è essenziale per sostenere iniziative
che facilitino l'accesso dei minori ad internet, la loro educazione
alla comunicazione, e che sviluppino un uso consapevole, critico e
sicuro della rete. Le istituzioni possono far si che internet
effettivamente costituisca uno strumento per costruire, insieme con i
ragazzi e mediante l'abbattimento delle barriere spaziali, nazionali,
etniche, linguistiche, culturali, politiche e religiose, una cultura
della comprensione, della solidarietà, del dialogo e della pace.
Ciò può richiedere una più completa, ed efficace regolamentazione
rispondente agli interessi pubblici. Non è pensabile né da auspicare
un controllo dei contenuti della rete, ma è indispensabile fornire a
chi ne usa un livello minimo di garanzie contro rischi e possibili
danni.
Il Consiglio ritiene raccomandabile un sostegno pubblico per validi
progetti informatici di aiuto e facilitazione all’uso di internet, di
protezione dell'infanzia, di formazione culturale nelle scuole e nelle
associazioni, come pure un sistema di autoregolamentazione dei vari
ambienti della comunicazione, ovviamente internet compreso,
l’istituzione di una rete di "hotlines", cioè di linee telematiche per
la segnalazione alle autorità competenti di siti pericolosi o
inadeguati, come auspicato anche dalla Unione europea nel progetto
"Safer Internet Action Plan".
Il Consiglio ritiene che debba essere sviluppata una incisiva
azione contro l’uso illegale della rete, potenziando l’attività di
prevenzione e di polizia, la cooperazione internazionale, la
innovazione normativa necessaria per una efficace protezione anche con
l’uso dello strumento sanzionatorio penale, come previsto dal
programma Eurojust e dalla recente Convenzione di Budapest;
Il Consiglio Nazionale degli Utenti intende offrire ai bambini e ai
ragazzi, alle famiglie, agli educatori, all'associazionismo
l'occasione di un'azione congiunta, in collaborazione con le
istituzioni, per assicurare, ciascuno nel proprio ruolo e per la
propria parte, il godimento dei diritti personali e collettivi.
Gli "orientamenti" che precedono, se condivisi, invitano ad
un’alleanza nell’interesse dei minori e si propongono quale base per
la definizione di un Carta dei diritti dei bambini e dei ragazzi in
rete.
(Approvato dal Consiglio nazionale degli utenti nella seduta del
18 settembre 2002) |